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| Occhi puntati sulla Banca Centrale Europea |
| Martedì 03 Luglio 2012 |
Ora che il summit della zona euro è passato, con la promessa di alcuni piani che cercheranno di porre fine alla crisi del debito, l'attenzione degli investitori piuttosto che sui fondamentali deludenti, si sposterà al prossimo incontro della BCE di giovedì dove la Banca Centrale annuncerà la decisione inerente il possibile taglio dei tassi.
Intanto in mattinata è stato reso noto da Eurostat che l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) nel mese di maggio ha registrato un calo mensile dello 0,5%. Su base annua l'indice è cresciuto del 2,3%. Il dato probabilmente avrà poche ripercussioni, in considerazione della stabilità dell'inflazione al 2,4%, secondo la stima flash del CPI perl'esercizio chiuso a giugno rilasciata la settimana scorsa. Ieri i dati hanno mostrato che la produzione nella zona euro ha registrato a giugno una contrazione per il quinto mese consecutivo con la lettura finale attestatasi a 45,1, la disoccupazione è invece salita al record dell'11,1% a maggio. Mentre l'UE a 17 è riuscita a sfuggire dalla recessione nel primo trimestre con una crescita in stallo, i dati più recenti suggeriscono che l'economia sta diventando sempre più debole e che le probabilità di un calo nel trimestre conclusosi a giugno sono in forte aumento.
Le aspettative sono a favore di un taglio del tasso di interesse da parte della BCE allo 0,75% dall'1,00% attuale, a sostegno di un ritmo di crescita economico che risulta sempre più debole. "Se l'esito del summit spingesse la Bce a sostenere seriamente i mercati bond, sarebbe un successo, se invece la Banca Centrale si tirerà indietro, la crisi potrebbe peggiorare in estate fino a che l'Eurotower non cederà ", ha avvertito il capo economista di Berenberg Bank, Holger Schmieding. Sempre nella giornata di giovedì l'attenzione verrà catapultata verso l'asta dei titoli spagnoli, la prima che si terrà dopo che i leader dell'UE hanno concordato con gli istituti di credito spagnoli la ricapitalizzazione direttamente dai fondi di salvataggio europei, piuttosto che attraverso i governi. |
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