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| Guerra in cambio di prezzi del petrolio bassi? |
| Giovedì 15 Marzo 2012 |
I prezzi del petrolio sono in costante aumento e sembrano non volersi fermare. Uno dei driver di questa salita è la tensione che aleggia intorno all’Iran. In caso di conflitto i prezzi aumenterebbero ancora di più mandando in subbuglio scorte di petrolio e consumatori esasperati per il costo della benzina.
Tuttavia, la storia suggerisce che invece di salire, i prezzi scenderanno per affondare in un territorio semi inesplorato per un lungo periodo di tempo.
Il Primo Ministro israeliano Binyamin Netanyahu ha recentemente tenuto un discorso nei confronti dell’Iran usando toni molto “militanti”. Netanyahu ha equiparato gli impianti nucleari iraniani all’orribile campo di concentramento di Auschwitz in era nazista.
Questo tipo di retorica ha portato molti esperti a pensare che un attacco israeliano contro l’Iran sia imminente. Mentre al Presidente americano Obama non piace molto l’idea, è ragionevole pensare che gli Stati Uniti sosterranno Israele dopo che sarà stato sferrato il primo attacco. L’attacco israeliano però non è avvenuto, almeno non ancora.
Che cosa potrebbe accadere se Israele non attaccasse? I prezzi del petrolio aumenterebbero di certo. L’Iran è il quinto produttore di petrolio al mondo e lo Stretto di Hormuz, che l’Iran ha minacciato di chiudere, è responsabile del 40% dell’erogazione mondiale di petrolio.
I prezzi del petrolio sono sicuramente aumentati grazie ai toni militanti provenienti dall’Iran e da Israele e hanno già comportato alcuni rischi per l’economia americana.
Che cosa potrebbe succedere in futuro? Uno sguardo alla Guerra del Golfo dei primi anni del ’90 potrebbe aiutare. I prezzi del petrolio balzarono immediatamente dopo che l’Iraq invase il Kuwait nell’agosto del 1990. I prezzi continuarono ad aumentare con il progredire della Guerra del Golfo, che ebbe inizio nel gennaio 1991.
Dopodiché i prezzi diminuirono notevolmente, fino a toccare un picco del 54%. Il declino continuò per gran parte degli anni ’90 cadendo a livelli tanto profondi mai visti prima nemmeno prima dello scoppiare della Guerra del Golfo.
Fu solo dopo che l’OPEC tagliò le quote, e l’atrocità dell’11 settembre che i prezzi del petrolio hanno iniziato nuovamente ad aumentare in modo significativo.
Per far diminuire i prezzi abbiamo bisogno dello scoppio di una guerra? Quello che ci attende è una caduta pesante dei prezzi del petrolio quando l’Iran sarà attaccato?
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Tra i piu' grandi gestori mondiali di hedge fund, famoso per le sue mega speculazioni aggressive, allievo di George Soros, ha sempre sostenuto di non essere spinto tanto dal guadagno ma piuttosto dalla voglia di vittoria. Stanley Druckenmiller nato nel 1953 a Pittsburgh, Pennsylvania è stato classificato da Forbes come la 119a persona più ricca d'America.
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